Piano Triennale dell’Offerta Formativa 2019-2022

Ex art. 1, comm. 14, legge n. 107/2015


Scuola dell’Infanzia Sacro Cuore

Parrocchia S. Maria del Perpetuo Soccorso

Via Padova, 194
30030 Tombelle di Vigonovo (VE)
Tel. Fax 049 502963
Cod. Fisc. 90015140271 – Part. IVA 03103480277
Codice meccanografico VE1A135002
www.scuolainfanziatombelle.it
info@scuolainfanziatombelle.it
coordinatrice@scuolainfanziatombelle.it
sacrocuoretombelle@pec.fismvenezia.it

Orari apertura segreteria:

Lun. – Ven. ore 8.30 – 11-30

Federata alla FISM.

PREMESSA

Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le due componenti, il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, rivedibile annualmente. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia.

Il presente Piano Triennale dell’Offerta Formativa, relativo alla Scuola dell’Infanzia Sacro Cuore, è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 Luglio 2015 n°107, recante la “Riforma del Sistema Nazionale e Formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”; il Piano è stato elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Legale Rappresentante don Fabio Fioraso e dalla Coordinatrice Valentina Franco. Il piano ha ricevuto il parere favorevole del collegio dei docenti nella seduta di venerdì 2 settembre 2016; il piano è stato approvato dal Comitato di Gestione nella seduta di venerdì 2 settembre 2016; il piano è pubblicato nella pagina web della Scuola Sacro Cuore (www.scuolainfanziatombelle.it).

STORIA, IDENTITÀ E MISSION DELLA SCUOLA

STORIA

Don Valerio Biasion, parroco di Tombelle, il 22 marzo 1956 così scrive nella cronistoria parrocchiale: “Giovedì Santo: inizio delle funzioni vespertine dei tre ultimi giorni della settimana santa, ma per Tombelle segnò una nuova tappa nella sua storia: inizio dei nuovi lavori dell’Asilo”.

Le fonti della parroco attestano che dopo varie discussioni su dove doveva sorgere lo stabile, nel maggio 1956 ci fu la benedizione della prima pietra, tale ricorrenza permise una vera e propria festa parrocchiale. Fin dall’inizio la comunità parrocchiale di Tombelle ha sentito vivo il desiderio di poter avere una asilo per bambini, un luogo di formazione cristiana.

Il 10 dicembre 1956 il Vescovo di Padova, mons. Bortignon, benedisse l’opera finita. Poco dopo, su suggerimento del vescovo, le Figlie dell’Immacolata Concezione, suore dimesse di Padova, hanno accettato di formare una nuova comunità in Tombelle risiedendo in asilo e curandone la vita ordinaria.

Da quel dicembre 1956 ad oggi l’asilo ha subito vari cambiamenti, a partire dal nome, come prevedono gli orientamenti del 1991, da scuola materna si passa a scuola dell’infanzia. In particolare la nostra scuola è denominata “Scuola dell’infanzia Sacro Cuore”, ma non è solo il nome il cambiamento subito. La scuola cerca di essere a passo con i tempi, ascoltando in primis i bambini, i loro famigliari, la comunità tutta. L’offerta formativa è modulata con la flessibilità funzionale a favorire il miglior apprendimento, in vista dei traguardi e del vissuto dei singoli bambini.

Dal settembre 2015 le suore non sono più presenti nella comunità parrocchiale di Tombelle. Ora la scuola è coordinata da una docente laica con un team educativo composto da altre quattro docenti, alcuni collaboratori per i vari laboratori, personale della segreteria e della cucina.

Come scuola cattolica, la scuola dell’infanzia Sacro Cuore persegue il fine formativo nell’orizzonte della fede in Cristo, secondo la tradizione educativa della Chiesa cattolica e con lo stile improntato al messaggio evangelico.

INTRODUZIONE

Il P.E.I. è il documento fondamentale che espone l’orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico­ didattico della istituzione scolastica, Il P .E.I. è predisposto dal soggetto Gestore della Scuola. In esso devono essere richiamati i principi della libertà, dei diritti e dei doveri fondamentali previsti dalla Costituzione Italiana in materia di istruzione e cittadinanza; espone la missione della scuola e la collocazione nella cultura e nella storia della comunità in cui opera, definisce gli obiettivi dell’attività di istruzione e di educazione del bambino a supporto e in collaborazione con la famiglia.

Nel P.E.I. vengono esplicitati:

– i riferimenti pedagogici a cui la scuola fa riferimento;

– l’idea di scuola che si vuole promuovere;

– l’idea di famiglia;

– l’idea di bambino;

– il ruolo dell’insegnante;

– la mission che identifica e caratterizza la scuola.

IDENTITà DELLA SCUOLA

La Scuola “Sacro Cuore” educa istruendo i bambini accompagnandoli nel loro processo di costruzione della personalità aiutandoli ad acquisire le competenze indispensabili per essere protagonisti nel tessuto scuola e introducendoli nel nostro patrimonio culturale.

La suddetta Scuola è:

  1. Paritaria con delibera del 27 febbraio 2001 con il protocollo n° 488/5353 secondo la normativa dettata dalla legge 10 marzo 2000 n° 62, corrisponde agli ordinamenti generali dell’istruzione, è coerente con la domanda formativa della famiglia ed è caratterizzata dai requisiti fissati dalla legge.

  2. Parrocchiale, in quanto si qualifica come scuola della comunità cristiana ed è così chiamata dalla riforma dell’autonomia scolastica. Ha la funzione di ponte tra scuola, famiglia, comunità parrocchiale e interagisce con le altre realtà educative territoriali nella corresponsabilità di ciascuno.

  3. Cattolica, fa esplicito riferimento ai valori cristiani. L’attività educativa valorizza la dimensione spirituale con l’obiettivo di dar vita ad un ambiente scolastico permeato dallo spirito evangelico e volto a formare personalità ricche di interiorità e aperte ai valori della pace, della libertà e della carità.

RIFERIMENTI PEDAGOGICI

La Scuola “Sacro Cuore” è legata al Progetto Educativo al quale essa si ispira, fa esplicito riferimento al Vangelo di Gesù Cristo e mette al centro dell’azione educativa la persona del bambino e il suo sviluppo integrale.

Uno sviluppo che sia un “passaporto per la vita” che consenta al bambino di capire se stesso, gli altri, di partecipare all’azione comune e alla vita della società.

Il concetto di educazione che anima la nostra scuola si ispira a quattro tipi fondamentali di apprendimento che sono: imparare a conoscere; imparare a fare; imparare a vivere insieme; imparare ad essere

Una concezione ampia e globale dell’apprendimento che tende a consentire ad ogni bambino di scoprire, svelare, arricchire il suo potenziale creativo di rivelare il “tesoro” che c’è in ciascuno (cfr Jacques Delors “Nell’educazione un tesoro”).

La scuola realizza ed offre un modello pedagogico interprete del patrimonio di fede e valori di cui sono portatori la famiglia, la Comunità Parrocchiale e la società del nostro Paese.

L’idea di bambino e di educazione che ne consegue sono caratterizzati da:

  • Il bambino, anche diversamente abile, è persona unica e irripetibile e come tale va accolto, rispettato e amato;

  • Il bambino è soggetto della sua crescita e formazione mediante le relazioni interpersonali;

  • L’educazione mira allo sviluppo della sua persona nella sua interezza, che verte sulla conquista della libertà interiore;

  • L’attenzione ai bisogni fisici, psichici, morali e spirituali è il criterio guida dell’insegnante che diventa regista dell’apprendere e dell’insegnare; .

  • La struttura e l’organizzazione scolastica è a servizio della persona e dell’educazione integrale, globale e permanente.

La Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” s’ispira come approccio teorico e pedagogico:

  • Al metodo intuitivo delle sorelle Agazzi, che identifica l’insegnamento come un metodo per favorire le esperienze. Il bambino deve essere libero di fare, capace di collaborare con gli altri, seguendo il metodo del mutuo insegnamento nelle attività di vita pratica.

  • Allo “sviluppo prossimale” di Vygotskij, che considera il bambino protagonista e costruttore della propria conoscenza, il quale cresce lavorando sulla zona di “sviluppo prossimo” (che è lo spazio tra il livello di sviluppo attuale e quello che il bambino può raggiungere da solo) e anche sulla zona dello “sviluppo potenziale” a cui il bambino può essere portato con la mediazione della cultura e dell’adulto (aspetti essenziali che rendono possibili l’apprendimento stesso).

  • Alle “formae mentis” di Howard Gardner: la sua proposta consiste nel considerare priva di fondamento la concezione di intelligenza come un fattore unitario misurabile mediante il Q.I. (quoziente di intelligenza) e apre alla concezione dell’intelligenze multiple, consentendo così di pensare alla struttura della competenza intellettuale umana in forma multipla. Esse vengono descritte come linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporeo-cinestetica, personale o senso di sé. Queste forme di intelligenza permettono al bambino di attivare in varie maniere, infinite combinazioni nell’incontro con gli altri, le altre culture ed il mondo oggettivo. Questo approccio sistemico assume importanti ripercussioni e implicazioni pedagogico-didattiche.

  • Alle prospettive pedagogiche di Winnicott, in quanto esse supportano veramente l’opera educativa e formativa delle insegnanti. Occorre oggi più che mai saper “decifrare” la reale situazione dei bambini e comprendere bene in quale fase dello sviluppo del sé e delle proprie capacità di rappresentazione del mondo essi si trovano: in questo modo si può contribuire positivamente alla maturazione delle loro capacità di attribuzione “di senso” alle cose e alla vita. Del resto questo rappresenta uno degli obiettivi fondamentali dell’I.R.C. (Insegnamento della Religione Cattolica) che concorre, per la sua stessa natura, allo sviluppo ed alla maturazione della personalità del bambino, attraverso contenuti illuminanti e significativi.

LA VISIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA

La scuola dell’infanzia, statale e paritaria, si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea.

Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.

Consolidare l’identità significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

Vivere le prime esperienze di cittadinanza significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vi- sta dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura.

Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.

L’IDEA DI FAMIGLIA

Le famiglie sono il contesto più influente per lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini. Nella diversità di stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose, esse sono portatrici di risorse che devono essere valorizzate nella scuola, per far crescere una solida rete di scambi comunicativi e di responsabilità condivise.

L’ingresso dei bambini nella scuola dell’infanzia è una grande occasione per prendere più chiaramente coscienza delle responsabilità genitoriali. Mamme e papà (ma anche i nonni, gli zii, i fratelli e le sorelle) so- no stimolati a partecipare alla vita della scuola, condividendone finalità e contenuti, strategie educative e modalità concrete per aiutare i piccoli a crescere e imparare, a diventare più “forti” per un futuro che non è facile da prevedere e da decifrare.

Per i genitori che provengono da altre nazioni e che sono impegnati in progetti di vita di varia durata per i loro figli nel nostro paese, la scuola si offre come uno spazio pubblico per costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità. Modelli culturali ed educativi, esperienze religiose diverse, ruoli sociali e di genere hanno modo di confrontarsi, di rispettarsi e di evolvere verso i valori di convivenza in una società aperta e democratica.

Le famiglie dei bambini con disabilità trovano nella scuola un adeguato supporto capace di promuovere le risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento delle differenze e la costruzione di ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il proprio percorso di formazione.

L’IDEA DI BAMBINO

I bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e migliorare la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso e inesauribile, di energie, potenzialità, sorprese e anche di fragilità – che vanno conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e attesa. Sono portatori di speciali e inalienabili diritti, codificati internazionalmente, che la scuola per prima è chiamata a rispettare.

I bambini giungono alla scuola dell’infanzia con una storia: in famiglia, al nido di infanzia o alla sezione primavera hanno imparato a muoversi e ad entrare in contatto con gli altri con livelli crescenti, ma ancora in- certi, di autonomia; hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni; hanno vissuto emozioni ed interpretato ruoli attraverso il gioco e la parola; hanno intuito i tratti fondamentali della loro cultura, hanno iniziato a porsi domande di senso sul mondo e la vita.

Ogni bambino è, in sé, diverso ed unico e riflette anche la diversità degli ambienti di provenienza che oggi conoscono una straordinaria differenziazione di modelli antropologici ed educativi, che comprendono famiglie equilibrate e ricche di proposte educative accanto ad altre più fragili e precarie; una presenza genitoriale sicura ma anche situazioni diverse di assenza; il rispetto per chi è bambino insieme al rischio della frettolosità e del precoce coinvolgimento nelle dinamiche della vita adulta.

I bambini sono alla ricerca di legami affettivi e di punti di riferimento, di conferme e di serenità e,

al contempo, di nuovi stimoli emotivi, sociali, culturali, di ritualità, ripetizioni, narrazioni, scoperte.

La scuola dell’infanzia si presenta come un ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e di promuovere le potenzialità di tutti i bambini, che fra i tre e i sei anni esprimono una grande ricchezza di bisogni ed emozioni, che sono pronti ad incontrare e sperimentare nuovi linguaggi, che pongono a se stessi, ai coetanei e agli adulti domande impegnative e inattese, che osservano e interrogano la natura, che elaborano le prime ipotesi sulle cose, sugli eventi, sul corpo, sulle relazioni, sulla lingua, sui diversi sistemi simbolici e sui media, dei quali spesso già fruiscono non soltanto e non sempre in modo passivo; e sull’esistenza di altri punti di vista.

La scuola dell’infanzia riconosce questa pluralità di elementi che creano tante possibilità di crescita, emotiva e cognitiva insieme, per far evolvere le potenzialità di tutti e di ciascuno, creare la disponibilità nei bambini a fidarsi e ad essere accompagnati, nell’avventura della conoscenza. La scuola promuove lo star bene e un sereno apprendimento attraverso la cura degli ambienti, la predisposizione degli spazi educativi, la conduzione attenta dell’intera giornata scolastica.

RUOLO DELL’INSEGNANTE

La presenza di insegnanti motivati, preparati, attenti alle specificità dei bambini e dei gruppi di cui si prendono cura, è un indispensabile fattore di qualità per la costruzione di un ambiente educativo accogliente, sicuro, ben organizzato, capace di suscitare la fiducia dei genitori e della comunità.

Lo stile educativo dei docenti si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, mediazione comunicativa, con una continua capacità di osservazione del bambino, di presa in carico del suo “mondo”, di lettura delle sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all’evoluzione dei suoi apprendimenti verso forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli.

La progettualità si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all’intreccio di spazi, tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo, attraverso un’appropriata regia pedagogica.

La professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua in servizio, la riflessione sulla pratica didattica, il rapporto adulto con i saperi e la cultura. La costruzione di una comunità professionale ricca di relazioni, orientata all’innovazione e alla condivisione di conoscenze, è stimolata dalla funzione di leadership educativa della dirigenza e dalla presenza di forme di coordinamento pedagogico.

PRINCIPIO FONDANTE DEL PROGETTO EDUCATIVO – LA MISSION

La Scuola “Sacro Cuore” s’impegna a educare i bambini/e alla verità promuovendone la formazione umana, culturale e religiosa.

Tale proposta educativa si realizza in un contesto comunitario in cui partecipano i bambini, i genitori, il personale docente e non.

Il Gestore è garante dell’identità culturale e del progetto educativo della scuola e della conduzione dell’istituzione scolastica nei confronti dell’Amministrazione e degli utenti.

Lo stile di gratuità, di servizio, di impegno responsabile è caratteristica della vita della scuola stessa.

La scuola guarda ogni bambino come una persona spirituale, per la quale crescere significa imparare a possedersi sempre di più per mezzo dell’intelligenza e donarsi liberamente ai propri simili.

Riconosce la centralità di Cristo, del suo insegnamento in riferimento al Vangelo alla Chiesa, alla tradizione

La scuola assicura la sua presenza sul territorio attraverso il dialogo, la collaborazione e l’attività con le altre scuole (statali e non), con gli altri Enti Locali, con le diverse Agenzie culturali e sociali.

Si pone l’obiettivo di promuovere la crescita armonica di ogni bambino, nel rispetto dell’individuo valorizza la differenza e prevede percorsi comuni di accoglienza, ed inclusione dei bambini in situazioni di svantaggio e stranieri.

Si impegna nel favorire lo sviluppo dell’identità della relazione, dell’integrazione e della cooperazione all’interno del gruppo, creando un favorevole contesto di apprendimento.

Favorisce la consapevolezza della pari dignità sociale e della eguaglianza di tutti i cittadini. Promuove la cultura della legalità e il rispetto delle regole, sia in relazione alle persone che alle cose.

E’ aperta alla Chiesa locale di cui ne fa parte e non perde mai di vista l’intervento misterioso di Dio che opera in ogni persona, anche nei bambini affidati al suo compito educativo.

IL CONTESTO

IL TERRITORIO

Tombelle fa parte del comune di Vigonovo che si trova nel punto più estremo di quella civiltà delle ville venete che hanno reso famosa la Riviera del Brenta. Il nostro comune si situa nel territorio d’incrocio tra il corso del Brenta e quello del Naviglio, al confine con la provincia di Padova. Con le sue frazioni di Galta, Tombelle e Celeseo, Vigonovo si estende per circa 13 kmq ad ovest del Naviglio su terreno pianeggiante.

Ricchissimo di corsi d’acqua, oltre al Brenta, il territorio è percorso dal canale Piovego, dallo scolo Consorzio Piovega e dallo scolo Consorzio Cornio.

Strade provinciali, comunali e vicinali garantiscono sia una mobilità interna non congestionata e una veloce immissione nelle principali vie di comunicazione, sia percorsi alternativi e suggestive passeggiate a contatto con la natura.

Situazione demografica relativa alla popolazione scolastica (2016-2019).

La popolazione scolastica nel territorio del Comune di Vigonovo in questo triennio è di 301 bambini (suddivisi nelle tre Scuole dell’Infanzia di Vigonovo, Galta e Tombelle).

ORGANIZZAZIONE, RISORSE E GESTIONE DELLA SCUOLA

SPAZI

La Scuola dell’Infanzia ha una struttura accogliente con ampi e luminosi spazi sia interni che esterni.

È costituita da:

  • Un modesto ingresso

  • Un ufficio di segreteria

  • Un’ampia sala mensa con cucina interna

  • Uno spazio per la nanna con i lettini,

  • Un grande salone strutturato a misura del bambino e suddiviso in angoli gioco

  • Un’aula pittura

  • Una biblioteca

  • Due ambienti bagno per i bambini

  • Cinque sezioni colorate e vivaci (blu, verde, rossa, gialla, rosa)

  • Due vasti giardini esterni con giochi a norma di sicurezza per i bambini

TEMPO SCUOLA

ORARIO SCOLASTICO DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ:

7.30 – 8.00 entrata anticipata (su richiesta)

8.00 – 9.00 accoglienza

12.45 – 13.00 prima uscita

15.45 – 16.00 seconda uscita

16.00 – 17.00 uscita posticipata su richiesta

17.30 uscita posticipata su richiesta

18.00 uscita posticipata su richiesta

ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA SCOLASTICA:

8.00 – 9.00 accoglienza in salone

9.00 – 11.00 igiene personale, merenda, attività didattica in sezione o laboratorio

11.25 – 12.30 igiene personale, pranzo

12.30 – 13.30 ricreazione in salone e/o in giardino

13.00 – 15.00 riposo per i bambini piccoli

13.30 – 15.00 attività didattica e laboratori per età omogenea per i bambini medi e grandi

15.00 – 15.30 igiene personale e merenda

CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE SEZIONI

Alla scuola dell’infanzia paritaria, si possono iscrivere i bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni compiuti o da compiere entro il 31 dicembre. Le disposizioni legislative (cfr. dpr 89/2009) hanno aggiunto anche la possibilità di chiedere l’ammissione anticipata per bambini che i tre anni li compiranno dopo il 31 dicembre e, comunque, entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Le sezioni sono cinque eterogenee (di età miste) e vengono formate dalla coordinatrice e dalle insegnanti in collegio docenti, solo dopo:

  • La visione del documento di iscrizione

  • La valutazione delle singole sezioni

  • L’accurata osservazione dei bambini durante il periodo dell’inserimento.

Una volta discusse in collegio docenti le classi si ritengono non modificabili (salvo motivi importanti).

Nella formazione delle classi non vengono prese in considerazione le preferenze fatte dai genitori.

ORGANIGRAMMA

Un’insegnante – coordinatrice: Franco Valentina.

Cinque insegnanti a tempo pieno:

  • Barzon Valentina, sezione Gialla;

  • Bergamini Arianna, sezione Rossa;

  • Cassandro Alberta, sezione Blu;

  • Franco Valentina, sezione Verde;

  • Torresin Stefania, sezione Rosa;

Insegnante di attività motoria: A.S.D Frogs.

Una segretaria: Destro Annalisa.

Una cuoca: Didone Angela.

Un’ausiliaria per le pulizie: Mezzalira Doriana.

RISORSE UMANE

Nella Scuola collaborano alcuni volontari per la sistemazione degli ambienti esterni e interni.

RISORSE FINANZIARIE

  • Retta scolastica

  • Comune di Vigonovo e di Saonara

  • Regione del Veneto

  • MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca)

LINEE GUIDA DEI PERCORSI EDUCATIVO-DIDATTICI

INTRODUZIONE

Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituisco- no il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento na- zionale.

Il curricolo di istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa.

Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli o- biettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina.

A partire dal curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento più efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, con attenzione all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile aggregazione in aree, così come indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida questo compito alle istituzioni scolastiche.

IL NOSTRO CURRICOLO

Il curricolo della scuola dell’infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un’equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine (l’ingresso, il pasto, la cura del corpo, il riposo, ecc.) svolgono una funzione di regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come “base sicura” per nuove esperienze e nuove sollecitazioni.

L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di conoscenza. Nel gioco, particolarmente in quello simbolico, i bambini si esprimono, raccontano, rielaborano in modo creativo le esperienze personali e sociali. Nella relazione educativa, gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in contesti cooperativi e di confronto diffuso.

L’organizzazione degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo e pertanto deve essere oggetto di esplicita progettazione e verifica. In particolare:

  • lo spazio dovrà essere accogliente, caldo, ben curato, orientato dal gusto estetico, espressione della

  • pedagogia e delle scelte educative di ciascuna scuola. Lo spazio parla dei bambini, del loro valore, dei loro bi- sogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità, attraverso l’ambientazione fisica, la scelta di arredamenti e oggetti volti a creare un luogo funzionale e invitante;

  • il tempo disteso consente al bambino di vivere con serenità la propria giornata, di giocare, esplorare, parlare, capire, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita.

L’osservazione, nelle sue diverse modalità, rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere e accompagnare il bambino in tutte le sue dimensioni di sviluppo, rispettandone l’originalità, l’unicità, le potenzialità attraverso un atteggiamento di ascolto, empatia e rassicurazione. La pratica della documentazione va intesa come processo che produce tracce, memoria e riflessione, negli adulti e nei bambini, rendendo visibili le modalità e i percorsi di formazione e permettendo di apprezzare i progressi dell’apprendimento individua- le e di gruppo. L’attività di valutazione nella scuola dell’infanzia risponde ad una funzione di carattere formativo, che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità. Analogamente, per l’istituzione scolastica, le pratiche dell’autovalutazione, della valutazione e- sterna, della rendicontazione sociale, sono volte al miglioramento continuo della qualità educativa.

Il curricolo si articola attraverso i campi di esperienza, luoghi del fare e dell’agire del bambino.

Essi sono:

il se e l’altro

il corpo in movimento

linguaggi, creatività, espressioni

i discorsi e le parole

la conoscenza del mondo

Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.

Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzione e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario.

LE FASI DELLA PROGRAMMAZIONE

La programmazione dell’attività didattica avviene in collegio docenti, dove la Coordinatrice e le insegnanti realizzano una o più Unità di Apprendimento (U.D.A.) .

Per la realizzazione dell’U.D.A. le insegnanti seguiranno i seguenti criteri-guida:

  1. L’attenzione agli specifici bisogni educativi di cui ogni bambino è “portatore”;

  2. La valorizzazione della componente educativa rivestita dai momenti di convivialità e routine;

  3. Il riferimento continuo alla dimensione ludica e all’esperienza diretta, che stimolano la motivazione e l’interesse dei piccoli. L’esperienza diretta ed il gioco consentono, infatti, al bambino di effettuare le prime scoperte, che gli insegnanti accolgono e valorizzano costruendo specifici progetti di apprendimento;

  4. La promozione di attività laboratoriali, nelle quali l’apprendimento è basato sull’osservazione, sull’esplorazione, sull’esperienza diretta e sulla rielaborazione delle esperienze effettuate.

METODOLOGIA E ATTIVITÀ

La metodologia utilizzata per realizzare l’U.D.A. Con i bambini di tutte e tre le fasce d’età comprende:

conversazione (circle-time)

lettura di testo inerente al tema affrontato

drammatizzazioni

rappresentazioni grafiche e pittoriche

giochi

Sono, pertanto, previste:

  • Attività in sezione con gruppo di età eterogeneo;

  • Attività di laboratorio per gruppi di età omogenea.

Per quanto riguarda le attività in sezione eterogenea, esse sono proposte e adattate alle tre fasce di età

Per quanto riguarda i laboratori didattici con gruppi di bambini della stessa età si utilizza la flessibilità oraria dei docenti. Le attività variano di anno in anno a seconda dello sfondo integratore individuato nella progettazione delle unità di apprendimento e delle esigenze formative degli alunni.

Esse riguardano i seguenti ambiti:

  • linguistico

  • Narrativo

  • grafico – pittorico;

  • logico-matematico

  • manipolativo e tattile;

  • corpo umano;

  • creativo

  • motorio

  • espressivo – teatrale

VALUTAZIONE

Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione, nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati dagli organi collegiali. Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali devono essere coerenti con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle Indicazioni e declinati nel curricolo.

La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.

Occorre assicurare agli studenti e alle famiglie un’informazione tempestiva e trasparente sui criteri e sui risultati delle valutazioni effettuate nei diversi momenti del percorso scolastico, promuovendone con costanza la partecipazione e la corresponsabilità educativa, nella distinzione di ruoli e funzioni.

DOCUMENTAZIONE

La documentazione offre la possibilità di rendere visibile alle insegnanti, ai bambini e ai genitori il percorso fatto durante l’anno.

Le modalità di documentazione della nostra scuola si concretizzano in:

  • Materiale prodotto dal bambino durante le attività di sezione. Viene consegnato due volte all’anno suddiviso per Unità di apprendimento (UDA);

  • Materiale prodotto dal bambino durante l’attività per gruppi omogenei d’età (laboratori);

  • Album con gli elaborati dei bambini, appeso in sezione a disposizione dello stesso bambino e/o e del genitore;

  • Esposizione nell’atrio di fotografie delle esperienze particolari e significative.

PROGETTI DI POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA

-Progetto motoria: l’attività motoria viene proposta ai bambini e bambine di tutte le fasce d’età e viene svolta da un insegnante esterno specializzato dell’associazione sportiva FROGS. Il costo del progetto è a carico del genitore.

-Uscite didattiche: durante l’anno scolastico la scuola propone un’uscita didattica per i bambini di tutte le fasce d’età; solitamente si preferiscono zoo e fattoria didattica. Il costo del progetto è a carico del genitore.

PROGETTI EXTRA-CURRICOLARI

La scuola offre tre progetti extra-curricolari di cui i costi sono a carico del genitore:

  • Anticipo scolastico: dalle ore 7.30 alle ore 8.00 c’è la possibilità di portare i bambini anticipatamente;

  • Posticipo scolastico: dalle ore 16.00 alle ore 18.00 c’è la possibilità di lasciare i bambini a scuola;

  • Avviamento allo sport: è un’attività motoria proposta ai bambini di quattro e cinque anni, una volta alla settimana dalle ore 16.00 alle ore 17.00 ed è svolta da un esperto dell’associazione sportiva FROGS.

PROGETTO CONTINUITÀ NIDO/INFANZIA E INFANZIA/PRIMARIA

La scuola svolge da gennaio ad aprile per i bambini che frequentano l’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia il progetto continuità con la Scuola Primaria di Tombelle di Vigonovo. Il progetto è realizzato dalle insegnanti della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

La Scuola svolge nel mese di giugno per i bambini dell’ultimo anno dell’Asilo Nido “Valle Incantata” il progetto di continuità realizzato dalle insegnanti della Scuola dell’Infanzia e dell’Asilo Nido.

PROGETTI “SICUREZZA”

La Scuola realizza il Progetto Sicurezza con i bambini di tutte le fasce d’età seguito dalla ditta “Obiettivo Ambiente S.R.L.” specializzata in sicurezza. Concretamente i bambini e le insegnanti durante l’anno scolastico fanno due prove di evacuazione.

PARTECIPAZIONE DEI GENITORI ALLA VITA DELLA SCUOLA

La nostra Scuola mira a creare un clima di dialogo e confronto per un aiuto reciproco coinvolgendo i genitori nel progetto educativo.

Per questo motivo s’identificano durante l’anno scolastico diversi momenti di incontro:

  • Assemblea d’inizio anno scolastico dove viene presentato il progetto educativo e didattico annuale della Scuola;

  • Assemblea di sezione dove vengono trattati argomenti riguardanti la vita e le attività delle sezioni della Scuola e in tale occasione si eleggono i rappresentanti di classe;

  • Consigli di intersezione per i rappresentanti di classe insieme alla coordinatrice;

  • Festa dell’Accoglienza all’inizio dell’anno scolastico nella quale si vuole salutare e augurare un buon anno a tutti i bambini e i genitori;

  • Festa della Castagnata: in occasione dell’autunno in piazza antistante alla Scuola si gustano castagne genitori e bambini insieme;

  • Festa di Natale: i bambini realizzano con le insegnanti un momento di augurio per i genitori;

  • Festa di Carnevale: i genitori organizzano per i loro bambini una recita di Carnevale;

  • Festa di Fine Anno Scolastico che si svolge nel mese di Maggio con uno “spettacolo” dei bambini per i genitori e la consegna dei diplomi per i bambini grandi.

RAPPORTI CON IL TERRITORIO

La Scuola mantiene rapporti con il Comune di Vigonovo e Saonara, con l’ULSS di Camponogara, aderendo alle varie iniziative che vengono proposte da questi enti.

FORMAZIONE, AUTOVALUTAZIONE, INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO

Formazione per il personale docente

È obbligatorio per il personale docente partecipare a corsi di formazione educativo-didattici e sulla sicurezza.

Formazione per il personale ausiliario

È obbligatorio per la segretaria, la cuoca, l’addetta alle pulizie partecipare a corsi di formazione sulla sicurezza e inerenti alla propria mansione.

Strumenti di valutazione e di autovalutazione della scuola

La valutazione nell’ambito della scuola d’infanzia deve tenere presente una più accentuata variabilità dei ritmi di sviluppo, promuovendo nel contempo la qualità della scuola.

In questa prospettiva la forma di valutazione più̀ adeguata da adottare è quella di carattere formativo, mentre l’oggetto da valutare è la scuola come ambiente educativo composto da un insieme interagente di elementi che hanno una ricaduta formativa sui bambini e bambine.

Giudicare la qualità della scuola significa in questa prospettiva, considerare l’insieme delle opportunità formative che essa offre (spazi, tempi, attività, occasioni sociali di apprendimento ecc..) e delle risorse di cui dispone, interrogandosi sulle condizioni che la garantiscono e la promuovono, giudicare l’opportunità delle soluzioni adottate in rapporto alle finalità condivise e adottate.

Interventi di miglioramento

RAV (Rapporto Auto Valutazione) è ancora in fase sperimentale

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DOCUMENTI ALLEGATI:

Regolamento della scuola (1)

Progetto educativo (2)

Protocollo d’accoglienza per alunni con bisogni educativi speciali (3)

Piano annuale per l’inclusione scolastica (4)